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Internet è uno dei candidati ufficiali per l'assegnazione del Premio Nobel per la Pace 2010.
La rivista Wired ha proposto Internet come candidato al Nobel per la Pace 2010 ottendendo l'approvazione della commissione norvegese che si occupa della supervisione delle proposte.
La spiegazione è facilmente intuibile in quanto Internet collega persone da ogni angolo del pianeta permettendo la circolazione di qualsiasi tipo di idea e conoscenza attraverso l'interfaccia sociale più estesa mai conosciuta dall'umanità.
Tra i primi sostenitori della candidatura della Rete ci sono Umberto Veronesi, il Nobel per la Pace nel 2003 Shirin Ebadi e lo stilista Giorgio Armani.
Nel mondo politico hanno mostrato il loro sostegno Gianfranco Fini insieme ad altri 160 Parlamentari, il Gruppo Interparlamentare 2.0 così come Voices of Africa Media Foundation (una delle più importanti organizzazioni che operano in Africa nell'ambito dei media), il magazine brasiliano di scienza e tecnologia Galileu e l'associazione Codice Internet.
Ovviamente, la proposta ha suscitato e continua a suscitare perplessità, soprattutto perché, ad essere candidato, non è una persona né un’organizzazione, ma un mezzo di comunicazione di massa. Ma promotori e sostenitori dell’iniziativa sottolineano come la nascita e lo sviluppo della Rete abbiano rappresentato una rivoluzione di livello globale; come Internet, nonostante tutti i suoi difetti, possa essere attualmente considerato l’unico vero strumento di libertà in grado di generare dialogo oltre ogni forma di censura e regime, di permettere alle persone di informarsi, comunicare e conoscere aspetti del mondo che spesso non trovano spazio negli altri grandi media. Con Internet è possibile superare qualsiasi barriera culturale e territoriale.
Così il Direttore di Wired Italia Riccardo Luna commenta Internet for Peace: "Dobbiamo guardare ad Internet come ad una grande community in cui uomini e donne di tutte le nazionalità e di qualsiasi religione riescono a comunicare, a solidarizzare e a diffondere, contro ogni barriera, una nuova cultura di collaborazione e condivisione della conoscenza. Internet può essere considerato per questo la prima arma di costruzione di massa, in grado di abbattere l'odio e il conflitto per propagare la democrazia e la pace. Quanto accaduto in Iran dopo le ultime elezioni e il ruolo giocato dalla Rete nella diffusione delle informazioni altrimenti prigioniere della censura sono solo l'ultimo esempio di come Internet possa divenire un'arma di speranza globale".
Ecco il manifesto pubblicato su Wired Italia.
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